Intervista a Bruno Abietti

A volte, nella vita, si fanno degli incontri che cambiano il destino degli uomini.

Questa era la frase d’inizio sigla di un telefilm degli anni novanta, se l’avete ricordata, forse ho potuto riportarvi con le emozioni a quegli anni, in cui Bruno Abietti tramite i suoi libri sull’arte dell’ombra faceva sognare una generazione di giovani appassionati.

Se siete giovani ora, sappiate che quest’uomo, tramite i suoi libri, diede un indirizzo al mio destino.

La Via del Lupo, nasce da quel primo capitolo del suo primo libro, che, essendo ormai introvabile, ho copiato qui per tutti.

Chiesi l’elemosina per strada per comprarlo, ad undici anni, perché credevo non lo avrei più ritrovato se non l’avessi comprato subito da quella bancarella.

E’ quindi con grande felicità ed emozione che mi onoro di presentarvi l’intervista che ha voluto lasciare a tutti noi:

AiViA – Sono passati molti anni, da quando ha scritto quel capitolo sulla Parte Oscura che ispirò quella che chiamo, oggi, La Via del Lupo. Cosa ne è stato da allora della sua personale Via del Lupo, di cosa è grato alla Vita per averla portata nel sentiero meno battuto, meno addomesticato?

B.Abietti – In effetti sono trascorsi quasi 25 anni dalla prima edizione de “Ninjutsu, l’Arte dell’Invisibilità”, libro che conteneva il capitolo in questione: venticinque anni spesi a continuare la ricerca, dentro e fuori di me stesso. Qualcuno un giorno mi disse che l’Uomo deve impiegare i primi cinquanta anni della propria vita per apprendere; poi, raggiunta questa età, arriva il tempo di distribuire ciò che ha imparato… per presentarsi più leggero all’appuntamento con quella grande Trasformazione che ci attende tutti. E’ quello, credo, che ho tentato di fare, continuando, nello stesso tempo, a “mettermi in gioco” per affinare sempre meglio quella conoscenza del sé che contiene gran parte delle risposte ai nostri interrogativi più importanti e, forse, la chiave che apre la possibilità di vivere meglio con se stessi e con chi ci è accanto.

Esplorare la propria “Parte Oscura”,  infatti, significa procedere sulla celebre “montagna senza vetta”: un sentiero che non ha una vera e propria meta cui giungere, dove conta solo il continuare a camminare.

Alla Vita devo essere grato per le opportunità che mi ha offerto, così come, d’altra parte, ho un piccolo debito di riconoscenza verso me stesso per tutte le volte che non le ho ignorate e mi sono messo nelle condizioni, spesso tutt’altro che facili o comode, di coglierle.

AiViA – So che ha sublimato quello che era il suo percorso sul Sentiero, in un cammino di crescita volto a portare i partecipanti ai suoi corsi sulla Via del Lupo… e, lungo questa strada, insegnar loro “come vivere un po’ meglio con se stessi ed il mondo circostante, affrontando e superando i condizionamenti che la famiglia, la società, la religione e quant’altro c’impongono e che, troppo spesso, spengono i colori della nostra esistenza.” Vorrebbe parlarci, brevemente, di questi suoi corsi sulle Dinamiche Emozionali?

B. Abietti – Non è facile spiegare a parole una metodologia che ha nell’uso della parola stessa solo la punta dell’iceberg e che si fonda, al contrario, su stimoli emozionali profondi ed un largo uso del corpo. Per cercare di spiegarmi per quanto possibile non trovo di meglio che riportare quanto scrissi qualche anno or sono in una circostanza analoga, scusandomi per la lunghezza del brano…

Chi di voi sa citarmi il Secondo Teorema di Euclide?

Nessuno, credo. Neppure io. Faccio questa domanda da moltissimi anni e non ho praticamente mai trovato qualcuno che se lo ricordasse. Eppure lo abbiamo studiato tutti, lo abbiamo dimostrato alla lavagna, abbiamo risolto problemi che prevedevano il suo uso.

Dato, però, che il Secondo Teorema di Euclide nella vita reale non serve assolutamente a nulla, lo abbiamo messo nello “stanzino delle scope” del nostro cervello, con milioni di altre cose inutili…e ci vorrebbe l’ipnoterapia per farlo emergere da lì.

Ora un’altra domanda: sapete andare in bicicletta? O nuotare? E quanti libri avete studiato per imparare a pedalare o stare a galla? Nessuno, vero?

Eppure potete lasciare la bicicletta in cantina anche per vent’anni e quando, poi, risalite sul sellino ricordate perfettamente cosa fare; potete non nuotare per tutta una vita, ma, se avete imparato un tempo e cadete in acqua, saprete esattamente come muovervi.

Perché sono cose che non abbiamo appreso attraverso la ragione, ma attraverso il corpo e le emozioni.
Ciò che imparo con la ragione diventa parte della mia cultura…e lo ricordo solo se lo uso, se mi serve.
Ciò che apprendo per mezzo del corpo e delle emozioni “prelogiche” diventa, invece, parte della mia natura… e non lo posso più scordare.

A volerla far semplice è tutto qui: negli stage che conduco non ci occupiamo del Teorema di Euclide: si impara ad andare in bicicletta.

E poi, ovviamente… si pedala.

La metodologia dei corsi, che abitualmente sono residenziali e prevedono d’essere miei “prigionieri” per un intenso fine-settimana, è un mix di sistemi di ricerca del sé molto antichi, in uso da secoli nei monasteri dell’Asia, e di procedimenti tratti, invece, dalle più avanzate ricerche della psicologia occidentale. Ma qui mi fermo perché, come dicono i Maestri Zen, “ciò che vale la pena d’essere appreso non può essere insegnato”: l’unica vera Via è l’esperienza diretta…

AiViA – Ha mai pensato di scrivere un altro libro, negli ultimi tempi? Non sui Ninja, certo, ma   per esempio su quella che chiamiamo entrambi “La Via del Lupo”? Se scriveva così bene 20 anni fa, credo possa esser solo migliorato…

B. Abietti – In realtà un libro del genere esiste… anche se è praticamente introvabile. L’ho scritto, firmandolo a due mani con un’amica psicoterapeuta, nel 1996, credo.

Ha visto la luce con il titolo “Shintebiki, manuale pratico di manutenzione dello Spirito” e, per complesse vicende che hanno coinvolto la casa editrice, è stato presto esaurito e mai più ripubblicato. Non la ritengo, tuttavia, una gran perdita: come detto le parole non rendono giustizia ad un sistema che è molto pratico ed assai poco teorico.

AiViA –  Pur non trattando di combattimento, la maggior parte dei lettori di questo Blog è, come noi, praticante o insegnante di arti marziali e discipline affini. Alcuni la conoscono bene, altri invece sono giovanissimi ed è la prima volta che sentono parlare di lei.

C’è qualcosa che vorrebbe dir loro?

B.Abietti – L’unica cosa che mi sento di dire, in particolare a quei giovani che si affaccino appena all’affascinate e, per molti versi, contraddittorio mondo delle Arti Marziali, è di scegliere con cura non questa o quella Disciplina, ma un Maestro il cui unico scopo sia quello di risvegliare il Maestro che è in loro stessi. Persone del genere non si trovano ad ogni angolo di strada e, forse, occorrerà del tempo per trovare la propria personale Via, ma, come si dice, “quando l’Allievo è pronto il Maestro Arriva”. A quel punto basta… riconoscerlo.

AiViA – Stia tranquillo… non arriverò per forza a 9 domande… 🙂  nel fermarmi ai 5 elementi del Mikkyo, le chiedo se in futuro potrebbe prendere in considerazione l’invito ufficiale a far parte dei 9 Lupi in Cerchio.

Dico “in futuro” perché il progetto è ancora allo stadio embrionale, ma sarebbe per me un grande Onore poterla eleggere Membro d’Onore ad Vitam dei 9 Lupi in Cerchio.

Sono grato dell’invito. Credo che avremo occasione di conoscerci meglio e meglio comprendere le affinità e le diversità delle strade sulle quali stiamo reciprocamente cercando di procedere. Da questa conoscenza potranno sicuramente nascere forme di collaborazione e sono certo che sapremo valutare, in quel “Qui ed Ora” futuro, in quali aspetti si potranno concretizzare. Nel frattempo mi sia consentito inviare a tutti i “naviganti” che transitano per “La Via del Lupo” il mio personale augurio per l’anno appena iniziato: che possiate realizzare un vostro sogno… e che ne scopriate altri dieci nuovi di zecca.

AiViA – Conclusioni:

Il cerchio si è richiuso. Dopo 20 anni da quando quel bambino con i jeans che lasciavano intravedere i calzini chiese l’elemosina per comprare quel libro, posso considerare questo giorno come il giorno del battesimo per la nostra Via del Lupo, nata il 09/09/09, data che avevo atteso per tutto questo tempo.

Ma voglio lasciarvi con un’ultima curiosità: sapete come chiamavo il mio percorso dai 5 agli 11 anni, in base ad un’esperienza che avevo vissuto?

Lo chiamavo…la Via del Drago, nata da un momento in cui avevo tremato di paura alla vista di un drago al luna park che emettendo un suono spaventoso e sbuffando fumi dal naso percorreva i binari delle montagne russe per bambini.

Non ci sarei salito per tutto lo zucchero filato del mondo.

Ma… volli forzarmi e trovai il coraggio per salirci, per cavalcare quel drago spaventoso.

E… dopo un po’ di spavento iniziale, mi piacque tantissimo e volli fare un secondo giro.

Mi sentii libero, potente, rinato a nuova vita.

Questa metafora mi accompagna da allora, da quando a 5 anni ebbi paura, e dopo averla cavalcata scoprii nuovi livelli di libertà e di potere.

Ora… volete sapere come si chiama l’ultimo libro ancora reperibile di Bruno Abietti?

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13 commenti

  1. Ecco questo signore è sicuramente una di quelle persone in gamba che amano il basso profilo, un guerriero mischiato nell’ombra.

    Uno di quelli che non vedi arrivare…quant’è importante non farsi vedere arrivare, non trovi AiviA, ti si schiude un mondo di possibilità 😉

    Invece tutti impegnati a comparire su riviste e giornali per suggellare un ideale di successo che successo non è affatto, ma è solo esibizionismo fine a se stesso…

    Quanto amo il basso profilo 🙂

  2. Ul libro molto importante anche per me.
    Ho cercato inutilmente l’ultimo libro del sig. Abietti, quello sulla “manutenzione dello spirito”, è un vero piacere leggere la sua intervista.

  3. Ha ha ha… a proposito di questo, Roonin, alcune persone con le quali ho lavorato per 7 anni, che sono capitate per caso sul blog/sito… si sono dette “spaventate”. Perché non mi riconoscevano. Analogamente, persone che portano le mie corna giurerebbero che io sia gay…(non per fare il dritto, anch’io porto con grande dignità un importante palco di corna).
    A volte si può mantenere un low profile semplicemente mostrando un hight profile lontano dal proprio cuore.
    Per esempio, una persona potrebbe essere un famoso medico senza che nessuno conosca la sua passione e competenza per gli esplosivi.

  4. Come al solito noi facciamo sempre 1+1 ( e non si pensi male, siamo tutti e due profondamente tradizionalisti) 😉

  5. Come ho già scritto in altra sede, anche alla mia copia di “Ninjutsu” sono legati potenti e ventennali ricordi.
    Ottimo “colpo” Aivia, e già che ci sono ti rinnovo i complimenti per il blog – spero di riuscire a seguirlo dedicandogli il tempo che merita.

    K.

  6. Grazie Krypteia!!!

  7. Rispondo ancora adesso con un pò di ritardo.

    Anche non essendo così giovane 🙂 neanch’io avevo mai sentito parlare del sig. Abietti e dei suoi libri e percorsi di insegnamento/pratica. Pertanto, un mio grazie a lui per aver voluto condividere così le sue esperienze e un grazie ad AiViA per avercelo fatto conoscere.

  8. Ma che simpatica compagnia 🙂 Velare ciò che è luminoso, smussare ciò che è tagliente… Certo coglierete la citazione! Viviamo in un’epoca in cui l’avere e l’apparire domnano i desideri umani. E’ confortante sapere che qualcuno continua a cercare di procedere sulla strada dell’Essere…
    Si diceva un tempo che l’Illuminato si confonde con l’uomo comune, ma quei saggi inviti ad un “basso profilo” si vanno disperdendo tra luci al neon e trastulli catodici ed i nuovi punti di riferimento non sono più i silenziosi Maestri delle epoche passate, ma gli sguaiati frequentatori delle risse mediatiche.
    Forse la Via del Lupo è anche questo: come si può procedere sul Sentiero Ombroso se si cercano le luci dei riflettori?
    Buona vita a tutti i naviganti.

  9. Grazie Bruno per aver partecipato!
    Come si può procedere sul Sentiero Ombroso se si cercano le luci dei riflettori… Beh, anche se non credo al Gesù storico, direi che la sua figura ne è un esempio: da una parte la fama come rivoluzionario nonviolento pretendente al trono come discendente di Davide, dall’altra gli insegnamenti segreti ai pochi.
    Pensiamo se no a Pitagora, famosissimo per ogni studente che abbia calcolato un’ipotenusa e meno noto come esoterico.
    Credo che dietro alcune, poche, persone che sono sotto i riflettori e che conosciamo per un loro aspetto, si nascondano aspetti molto diversi.
    Secondo me si può nascondere qualcosa col silenzio, oppure dietro il rumore. In questo caso un rumore fuorviante.
    Per esempio, sono completamente allergico e contrario alla moda…ma esistono centinaia di persone che credono sia un modello e che hanno visto le mie interviste in tv in merito.
    Se per arrivare a parlare al cuore di pochi dovrò fingermi per molti sostenitore delle borse firmate con cagnolino dentro… lo farò con gusto.
    E comunque… non sono un Maestro.
    Sono solo Maestro di me stesso.

    Insomma… un low profile si può nascondere dietro un hight profile diverso, secondo me.

  10. Ciao Aivia, ci siamo “incrociati” sull’altro forum dal nome quasi simile, ho letto con piacere ed una punta di nostalgia, la tua intervista e l’ho trovata molto bella ed interessante, soprattutto interessante e per certi versi illuminante… perchè è il mio stesso pensiero, il Nin-Ho non è una semplice congerie di tecniche Marziali, ma (con grande rammarico di tanti) un ritrovare se stessi in se stessi in tutta l’autenticità… non dico volutamente altro, ma se sei interessato a continuare il discorso puoi mandarmi una e-mail.. cari saluti

  11. la Via è infinita e ammiro ogni Vostro intuito , le parole sono limiti ma ancora c’è da camminare oltre …………..

  12. Per caso sono capitato in questo blog, ho cosciuto Buno Abietti ed ho praticato il Ju Tai Jutsu quando c’era lui ed anche dopo. Nelle sue parole sento ancora quella tradizione che ho conosciuto quando ho cominciato. Peccato che ora la scuola non sia più così, ho perso le tracce del per me maestro Bruno Abietti quando lui per motivo che posso solo ora comprendere ha preso un altra via, diciamo un altro sentiero di quella montagna senza vetta e sono molto contento di vedere che la tradizione che ho imparato a conoscere, in lui è sembre viva.
    Non mi firmo col nome ma basti sapere:
    Un ex praticante oramai deluso e alla ricerca di un maestro.


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